Ernesto Serpe

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Testa o croce…

Era l’alba di un giorno qualunque di mezza estate.

Solo, con la sua ombra e la sua coscienza, a piedi nudi camminava sulla sabbia bagnata della spiaggia semi deserta.

Nel cielo: qualche stella e un volo di gabbiani volteggianti. Increduli.

Nel mare qualche pinna di squalo tagliava il blu.

Immerso nei suoi pensieri, nelle sue certezze e tra qualche dubbio, forse più di uno, all’improvviso l’idea. Geniale.

Affidarsi al volere degli dei.

Sfilò dalla tasca una monetina, la posizionò tra il pollice e l’indice.

La lanciò con tutta la forza facendola arrivare ad un passo dal sole.

La monetina volteggiando si illuminò.

Assorbì tutto il calore del sole ma soprattutto il volere degli dei.

Ad un certo punto, e per forza di cose, si fermò.

Restò immobile. Smise di volteggiare e ubbidiente alla forza di gravità: cadde.

Un attimo di pausa e cadde trafitta dai raggi del sole ma soprattutto carica, pesante, come può essere la voce dell’oracolo tra le mani tremanti e speranzosi del ragazzo che espresse il desiderio: testa spaghetti aglio olio e peperoncino, croce alla…puttanesca.

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