Ernesto Serpe

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Quello che più…

Quello che più fa scompisciare dalle risate, ma che poi in fondo in fondo fa girare le palle che a loro volta fanno rodere e non poco tutto ciò che c’è da rodere tipo fegato, cuore ma soprattutto il cervello è la storiella che per dieci anni e più si è sempre raccontato nei circoli “Pii&Santi riuniti s.a.s.” e cioè: noi soci accomandatari e accomandanti puri e immacolati di qua e tutti gli altri, brutti, sporchi e cattivi di là.

Noi, santi, puri, pii e immacolati, armati solo di una mascella d’asino dobbiamo avere il coraggio di combattere e vincere contro le ingiustizie e i disastri dell’armata di Brancaleone da Norcia…e dintorni.

Poi, a forza di dai e dai, qualcuno ci ha effettivamente creduto e, incurante della pioggia, della neve, del vento ma soprattutto del sole e del mare, si è messo buono buono in fila. Mai successo che taluni per la calca e per la ressa sono stati stati costretti, pensa te, ad andare e tornare, avanti e indietro più volte nella stessa giornata.

Un miracolo di Fede.

Ma poi si sa, a miracolo avvenuto, è iniziata l’avventura. E qui si è capito subito che non si sapeva che pesci prendere.

Dimentichi della mascella d’asino si correva di qua e di là come la vispa Teresa a caccia di farfallette.

Qualcuno poi, anche con gusto e sarcasmo, sbatteva a più riprese addirittura la porta in faccia.

Infine visto e considerato che la mascella d’asino oramai non era che una mascella d’asino: un osso come tanti, senza più la forza divina della convinzione ma soprattutto della certezza si è andato pian pianino, inglobandosi nella cosiddetta globalizzazione.

Nella più normale normalità.

Si è andati a genuflettersi proprio in quel santuario che, per anni si era avversato, criticato e combattuto.

E ora, vuoi per il fiato sul collo perché come da contratto a meno che in extremis non ci si inventa un piccolo escamotage e non si decida che si parta almeno da meno due, il tempo è quello che è e ci si è preso gusto. Con un inginocchiatoio in dotazione personale si è pronti ad inchinarsi e, inginocchiati come non mai, si è pronti ad ingrossare e ingrassare le file dell’armata Brancaleone.

Morale della favola…mai credere nelle favole.

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