Ernesto Serpe

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Non c’è che dire…

Non c’è che dire: è inspiegabilmente bello svegliarsi e sentirsi, da oggi, più umani.

Più pii e misericordiosi.

Più aperti.

Più spalancati verso il futuro…qualunque esso sia.

Più protesi verso l’altro.

Non c’è che dire: è bello correre

a braccia aperte, e non solo, verso l’altro.

Più obbedienti, verso quel senso di pietà.

Più ossequiosi al dettato della legge del cuore, dell’accoglienza, della fratellanza, della pietà e della misericordia.

Non c’è che dire è bello sentirsi fratello.

Non c’è che dire: è bello respirare quel profumo dolce, ma soprattutto immacolato, di giustizia.

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Ritornato al passato…

Leggendo qua e là commenti giustamente indignati per situazioni e vicende a dir poco incredibili.

Inimmaginabili.

Inconcepibili, se non a menti perverse e diaboliche, per fatti o meglio misfatti: delitti, che pur appartenenti alla realtà quotidiana, sembrano stralci sbiaditi, di abusi e di soprusi, di un’epoca passata.

Si, di un epoca fredda e buia e con essa riaffiorano ricordi di supplizi, di angherie e atrocità ma anche ricordi di spruzzi di dignità, zampilli di riscatto, o di riscossa, di antiche battaglie per la lotta e la conquista dei più elementari diritti civili ed umani: la vita, e, con essa la libertà, la giustizia e la dignità.

Ritornano alla mente lotte e battaglie peraltro già vinte, ma soprattutto già pagate a caro prezzo, e chissà perché, intanto che la “Scienza” fa passi avanti, passi da giganti, inspiegabilmente vengono rimesse tutte in

discussione.

Il progresso tecnologico, proiettato sempre più velocemente, forse pure troppo velocemente, verso il futuro: con i marchingegni sempre più sofisticati: da una parte per infettare e dall’altra per bonificare.

Con le sue microspie, microscopi ma anche con i telescopi, scopre nuovi pianeti, altre galassie e sistemi solari fornendo nel contempo un ulteriore prova di quanto e nonostante tutto, si è, pressoché meno di quel “atomo opaco del male”.

E, in questo gioco perverso, appare inconcepibile e fuori da ogni logica la sensazione, o la certezza, che mentre il Progresso e la tecnologia avanzi, l’Umanità arretri; spinta e sospinta verso un ritorno al passato, verso un baratro feudale di una fredda e buia “Era Medievale”.

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Caro Gesù…

Certo è, caro Gesù, che per essere un buon cristiano ce ne vuole di forza, di coraggio, di certezze, di determinazione, di umiltà. E, se vogliamo, di tante altre cose e di virtù, che non so nemmeno quali siano, o quali possano essere, o se, oggigiorno, tra notizie false e tendenziose, tra mezze verità e tante approssimazioni, esistano veramente.

Di sicuro, credo, non basti la sfida di un crocifisso appeso o ostentato al collo, o, peggio a penzoloni, su una panza tanta e sotto un triplo pantagruelico sotto mento a fare la differenza.

E qui, ora, crocefisso a parte, devo ammettere, in tutta sincerità, di non essere affatto un buon cristiano. Anzi: nulla, o quasi niente, anche come praticante.

Insomma uno che sta là là come si dice oggigiorno: “borderline”. Più o meno confuso, o frastornato tra cattivi esempi e tanta ipocrisia.

Uno che scarroccia, con sua poca se non addirittura pochissima Fede in un mare, a dir poco di malafede.

Spintonato, deriso e additato come “un senza cuore”: un egoista, un prepotente, senza un briciolo di pietà e di misericordia , da chi, “pio e misericordioso” dice, che si affanna e si sbraccia a salvare delle vite ma che le malelingue vociferano sia, solo un lavoro lautamente retribuito.

Uno che cerca di capire dove sta la verità ma soprattutto la bontà, la generosità e l’umanità tra corrotti e corruttori, tra utero in affitto e bambini strappati ai genitori, tra fake, cattivi esempi e tanta ipocrisia.

E Tu…intanto Lasci fare.

D’altronde sono uno che entra raramente in chiesa. E quando qualche volta lo faccio, non Ti nascondo, anche se lo Sai che lo sdegno mi afferra, allorquando qualcuno vuole insegnare ad amare i valori di un Europa che, addirittura, diciamocelo: è evidente che è piuttosto assente.

Equidistante, sia da Te che da me, e da tutti gli altri come me; o mi sbaglio?

Un Europa che così com’è: egoista e insensibile…lascia il tempo che trova.

È pur vero che non recito quasi mai una preghiera. E, se qualche volta dovesse succedere alla terza Ave Maria, immancabilmente, mi addormento…

Sono uno che non è mai riuscito a leggere, per tutta una serie di motivi, più di tre righe della Bibbia, anche se ogni tanto ci ho provato.

Uno che, giorno più, giorno meno sono quarant’anni che non si confessa e non per pudore o per la vergogna di raccontare i fatti suoi ai Tuoi preposti ma, più che altro, è “l’orgoglio” che non lo permette: per non passare per uno sprovveduto o essere addirittura considerato, da taluni dei Tuoi, come un dilettante allo sbaraglio.

Lo Sai, se vedo una sfilata di coloro che: agghindati di ipocrisia, vanità, ostentazione, e porpora, di poco sotto o poco sopra i duecento chili, con la “panza” tre volte la mia e il doppio mento pantagruelico che sa, non solo, di sazietà mi viene, seduta stante, una specie di orticaria. Una inspiegabile, istintiva, invincibile repulsione, non verso di Te sia chiaro, e lo Sai, ma verso di loro…verso coloro che dovrebbero parlare e vivere come Te.

E, detto fra noi, non credo che lo facciano. Almeno così, in tutta la mia presunzione di cristiano medio, se non addirittura inferiore alla media, credo che sia. O no?

Specialmente in questo periodo di confusione non credo che si comportino, sia con le parole ma soprattutto con le opere, come Tu hai insegnato. O almeno non si vede o non si percepisce: l’esempio. Se non di tanto in tanto qualcosa che sa di cattivo esempio.

Li vedo talvolta avvolti in fasce multicolori, che predicano addirittura la disubbidienza sia pure civile se non addirittura qualcosa di peggio, ma è pur sempre disobbedienza…

E Tu, che non sei mai stato disubbidiente; anzi ubbidiente sino alla morte, l’atroce morte in croce Lasci fare. Non Batti ciglia!

Taluni, talvolta, come la cronaca tristemente racconta, non solo non fanno la Tua Volontà ma, sono addirittura molto distanti da Te e dalla Tua Parola. Dal Tuo esempio.

Molti poi, come politicanti da trenta denari, appaiano addirittura forvianti. Ma è anche vero che non si può fare di tutta l’erba un fascio, e Tu, di erba da bruciare Te ne intendi e intanto la lasci crescere. E non si sa se siano tanti, ma diciamo tanti: tanti sono umili ma soprattutto sconosciuti, aiutano a portare la Tua Croce e la Tua Parola.

Io, però francamente, ne vedo sempre meno…forse sarà che di questi ho perso la fiducia.

È vero, non sono un buon cristiano e grazie al dono del “libero arbitrio” mi Lasci libero e Ti lasci: liberamente offendere.

Ti lasci deridere ed oltraggiare; Ti metti sempre tra Ponzio Pilato e me e inviti, ogni giorno, a scegliere fra Barabba…e Te.

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Puntualmente…

Puntualmente ogni giorno Facebook ricorda tutto ciò che si è fatto, detto, scritto, “pensato ad alta voce”, un anno fa e ci si rende conto che tutto è: esattamente come allora. Come un anno fa.

Anzi, come un riassunto a futura memoria degli anni precedenti ci si rende conto che: è solo passato il tempo. Tanto tempo.

Ma, per grazia ricevuta, con gli intellettuali di sempre cioè gli scrittori, i filosofi, i saggi, gli economisti, i vignettisti e i saggisti: la parte migliore dell’Umanità insomma, che come sempre, bontà loro, non vengono sfiorati nemmeno lontanamente dal benché minimo dubbio.

Da un benché minimo sospetto.

Mai colti da “un ripensamento” anzi, come paladini di bianco vestiti, si considerano i portatori sani del virus della verità, della giustizia, dell’uguaglianza, della fratellanza ma sopratutto dell’accoglienza; senza nulla togliere alla pietà e alla misericordia. E, per difendere cotanti nobili principi di umanità, di fratellanza e di accoglienza a tutti i costi o che costi quel costi ci si può anche infischiare e mettere al bando quel principio di legalità, di ordine e di sicurezza ma, soprattutto del rispetto delle Leggi e dei Codici di uno Stato Sovrano.

E, chi non la pensa come loro, giustamente e inevitabilmente, è un retrogrado, un lobotomizzato, un xenofobo, un razzista, un misogino fascista.

Esseri spregevoli insomma: meritevoli, senza se e senza ma di punizioni sulla falsariga della “santa inquisizione”.

Santa Inquisizione che di santo ne usurpa e ne infanga solo il nome. Ma questa è un’altra storia.

Acqua passata.

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Ed ecco che…

Ed ecco che spronati dall’esempio misericordioso di Don Zorro de noialtri si può tranquillamente dire: avanti il prossimo, avanti un altro.

Anche se, diciamocelo, così son capaci tutti e manomettere un sigillo che è pur sempre contravvenire al settimo comandamento ma che,fra tante altre atrocità, ha tutta l’aria di una bazzecola.

Un gioco da ragazzi: uno dei tanti con la maschera di Zorro sugli occhi.

Con la mantellina al vento e con il “fioretto” in mano siglare l’aria con la “Z” dimenticando ancora una volta la “+”

E così, imitando le gesta eroiche di un Don Zorro de noialtri, forzare un posto di blocco, infischiandosi altamente di ottemperare ad un ordine legalmente dato: è un altro gioco da ragazzi.

Se poi già si sa, che non si rischia una beata, o santa mazza, è ancora più divertente.

Perché non farlo e rifarlo nei secoli dei secoli…amen?

Ma, per chi come sempre è seduto nell’ultima fila; per chi è consapevole dei tanti doveri e dei pochi diritti; per chi rovista nei bidoni e cassonetti; per chi paga le bollette anche per gli altri furbi; per chi, per essere preciso o in sintonia con la propria coscienza di cristiano e di cittadino, salta una volta il pranzo e una volta la cena è pur sempre un’azione che, se permetti, fa girare le palle e non solo.

Ma, in quest’era a dir poco strana, si ingarbuglia il pensiero e si attende come sempre che cali silenzioso il sipario sul teatrino…e si prega e si spera sempre più nella agghiacciante realtà messa a nudo da un Trojan.

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Ogni giorno ce n’è una…

Ogni giorno ce ne una nuova, una peggio.

Ma come si fa? Diciamocelo: non se ne può più.

Ci si sente abbandonati dagli uomini che, approfittando del “Libero arbitrio” concesso da Dio fanno tutti come gli pare.

Non ce ne uno, uno, che sia uno, che si salvi…e tra abusi, soprusi, angherie, e sopraffazioni: solo carne da macello.

E, tra un ideologico terremoto di qua e una catastrofe di delusione di là, tra chi abissa la morale e chi la insabbia, un altro giorno nasce: identico e preciso a quello di ieri.

Ma ecco che, per fortuna, o per sconcerto, corrono a salvare l’umanità in balia di chi peraltro se ne sbatte le palle delle regole e con disinvoltura e arroganza le infrange. A più riprese.

Esattamente come chi, dall’alto della sua presunzione, ha manomesso e violato un sigillo.

Ed ecco l’esempio.

E, con questo esempio, tutti a sventolare la bandiera della pietà, della pace, dell’amore e della fratellanza.

Ma, solo quella a senso unico.

Senza peraltro voltarsi indietro o guardarsi intorno…senza benché meno, porsi una sola domanda.

Senza far finta di aprire un occhio…così tanto per curiosità.

Senza un esamino di coscienza.

Senza pudore…

Ed ecco che tra ipocriti gruppi di preghiera e le orde dei tanti pii e misericordiosi.

Una accozzaglia, unita appassionatamente per un pseudo sentimento di generosità, di bontà, di umanità, di accoglienza a tutti i costi o che costi quel costi ma che se ne infischia e mette al bando quel principio di legalità, di ordine e di sicurezza ma, soprattutto il rispetto delle leggi e dei Regolamenti di uno Stato Sovrano.

E, dove ognuno, con i tanti pregressi errori, e non solo, in un passato non molto lontano ma da dimenticare, ha in tasca la panacea contro tutti i mali: la famosa ricetta di “ciciriniello”.

Intanto si sprofonda sempre più in qualcosa che somiglia alla merda. Merda che, minuziosamente pesata, soppesata, selezionata, analizzata, studiata e passata al microscopio di quel qualunquismo sempre accorto, si accerta e si certifica che: altro non è, se non il fior fiore di purissimo cacao.

Cioccolato fondente al 90%.

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Uno stallo…

Uno stallo che, tra sfida, arroganza e ipocrisia da una parte e, presunta

o totale incapacità di decidere dall’altra, ha tutti i presupposti per uno scacco: uno scacco matto.

Uno scacco matto: non tanto al re che poi, tra un taralluccio e un po’ di vino, si rifà con la regina. Ma uno scacco matto a chi rispetta le regole, a chi resta al buio e non ha la forza, la capacità o il rispetto di infrangere sigilli o manomettere un rubinetto d’acqua.

Uno scacco matto a chi ad ogni scadenza si mette in fila, buono buono, con le bollette alla mano. Indifeso.

Uno scacco matto a chi da solo e disperato decide di fare “il passo”. Decide di scavalcare e andare oltre la siepe: verso l’ignoto con la speranza che sia un posto più decente, più dignitoso, più alla portata di mano.

Più umano per tutti.

Uno scacco matto a chi, rispettoso delle regole si ferma all’alt…

E, intanto che si formano gruppi di preghiera e che si radunano e fanno quadrato i figli di Maria e dei sacri cuori, si resta in attesa che si apra una finestra e qualcuno incominci a protestare, ad invitare o ordinare di aprire i porti…intanto che le sue di porte restano chiuse, sigillate almeno per altri vent’anni o poco meno.

Uno stallo che sa di sconcerto; di resa.

Uno stallo che prelude, ma,

che ha già tutta la caratteristica…di una sconfitta.

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Chi vivrà…vedrà

Lo sai amico mio che è a dir poco sbalorditiva la grande esultanza, le urla a squarciagola, i salti a braccia aperte, le vene giugulari e le vene ai lati delle tempie pronti allo scoppio.

Tutto per la grande gioia da infarto, per chi ha un cuore o da strapparsi i capelli (chi li ha) solo alla notizia.

Alla conferma.

Ma diciamocelo, non ti pare alquanto strana quella ostentata forma di grande sportività, o di patriottismo assoluto, che i tanti borghesi piccoli piccoli, chiusi, o ottusi, nella loro normalità non hanno sentito e hanno manifestato almeno così platealmente.

Un entusiasmo, se vogliamo dirla tutta, che è sembrato addirittura rasente o a pari passo con la volgarità.

Un entusiasmo isterico. Esagerato.

Un entusiasmo che, visto e considerato le tante cose strane del passato, e a quanto pare sono tante, dà adito e si presta francamente a qualche sospetto.

Sospetti che, credo, solo “l’agente sotto copertura e qualche Troiano” potrà dissipare…o confermare.

Staremo a vedere, o vivere per credere o peggio chi vivrà…vedrà.

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Storia del “buffone”.

Mi hanno ispirato ed ho fatto una ricerca storica-sociologica/scientifica ed ho scoperto che…

Una volta con il termine “Buffone” si indicava un giullare, cioè un girovago, la cui professione era quella di esibirsi nelle Corti, nelle piazze, lungo le strade e in ogni piccolo spazio, durante le fiere, le sagre paesane, appunto come buffone, saltimbanco, giocoliere, cantastorie, musico, ballerino, mimico, eccetera.

Molto spesso era deforme, e pensa te proprio per le sue deformità, aveva l’incarico di suscitare le risate dei “Signori e signorotti”. Si sbizzarriva con frasi dal doppio senso, battute, scherzi e cose del genere.

Nel primo Medioevo, in Italia esistevano infatti, artisti che andavano nelle Corti per tentare di vivere con i loro spettacoli: compaiono i primi monologhi buffoneschi, successivamente scopiazzati da tanti, e come la ricetta del limoncello, tramandati per generazioni da padre in figlio.

In Italia pur lavorando nelle Corti, non avevano una carica ufficiale, perché svolgevano anche altri lavori come: lavapiatti, lacchè, alcuni anche maggiordomi, lustrascarpe, aiuto garzone di lavanderia, aiuto garzone di stalla eccetera.

In Francia, invece, essere buffoni significava avere una vera e propria carica: “sua eccellenza il buffone di corte” e aveva anche una certa valenza, un peso politico ed era il primo consigliere del re. Infatti se il buffone era propenso e consigliava il “si”, il re automaticamente decretava il “no”. Qualora faceva una proposta il re automaticamente disponeva per il contrario e così via.

Sempre in Francia nacque il primo buffone riconosciuto e iscritto nel “Regio Albo dei Buffoni di Corte”. Grazie a questi riconoscimenti i buffoni mantennero la carica fino al 1662 anno in cui fu soppressa, (non ho controllato il motivo perché il materiale è talmente tanto, vario e complesso che per essere precisi bisognerebbe fare una faticosa ricerca certosina con l’aiuto di esperti bibliotecari) anche se i buffoni, di riffa o di raffa, rimasero arrivi ed operanti fino alla Rivoluzione. La Rivoluzione Francese, dove poi non c’era più tanto tempo da ridere o fare i buffoni.

Durante il Rinascimento italiano il genere comico-popolare si allarga, come si suol dire “a macchia d’olio” sia nel numero ma soprattutto nella specie e nascono le prime numerose compagnie teatrali di buffoni e “cantimpanca”, (ecco, qui per i cantimpanca mi tocca fare un’altra precisa e puntigliosa ricerca storica-sociologica/scientifica) motivo per cui, si avrà l’esigenza di avere un teatro, un circo…ma considerando che ormai era tanta la concorrenza per accaparrarsi i clienti dovevano esibirsi a prezzi sempre più modici e scontati.

Foto dal Web.

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Trojan

A proposito dell’incubo dello Smartphone al Trojan: geniale l’idea del freezer.

Ma se, come spesso accade, il freezer è pieno lo si può ecco che ci si sbizzarrisce per cercare un rimedio.

Il primo fra i tanti consiste nell’imbottigliare” in un vasetto vuoto della solita marmellata

ai frutti di bosco, precedentemente gustata spalmata sulle fette biscottate integrali o rigorosamente al grano di kamut avendo cura però di riempire a tappo con olio esausto del motore diesel: scuro e denso.

Poi, con estrema cautela, e molta cura, inserire il vasetto in una scatola man mano sempre più grande come fosse la vecchia, cara, indimenticabile Matrioska.

Infine depositare il pacco, avendo la premura, di avvolgere la Matrioska tra paglia e fieno come fosse un prezioso pastorello del presepe e sigillare, a sua volta, lo scatolone ricoprendolo con stracci e coperte.

Coprire delicatamente il tutto con un vecchio cappotto, dopo aver minuziosamente e accuratamente controllato che nella tasca interna, la cosiddetta “mariola” non vi sia qualche residuo di pizzini di carta della Brooklyn: la famosa “gomma del ponte”. Ma, visto e considerato i brutti tempi che, finalmente, incominciano a correre, la prudenza non è mai troppa ricoprire, quindi, il tutto con fogli di giornale non solo amico e strisce di polistirolo; sigillare con la chewing-gum precedentemente fatta masticare da uno sconosciuto per via del DNA e sperare che funzioni.

Certo è che, con tali incubi, si prospetta un’estate di merda.