Ernesto Serpe

ErnestoSerpe.Com

Uncategorized

Obsolescenza…dei tempi

Forse è da addebitare tutto all’obsolescenza dei tempi o sono i primi segni dei tempi con gli sbalzi di umore, o d’amore, senza più tempi.

Tutto è come uno yogurt: da consumarsi preferibilmente entro e non oltre il 15.8…altrimenti so cazzi.

Una volta, fino a non molto tempo fa, per un motivo o per l’altro, o per tutta una serie di motivi, gli “amori” così come le lavatrici, i frigoriferi, le lavastoviglie duravano nel tempo e sfidavano il tempo. Oggi, due giorni dopo la garanzia, si rompe. Non regge al ritmo delle due o tre lavatrici quotidiane e si blocca. Si ferma. Ed è più conveniente cambiare che cercare di aggiustare. Anche perché una volta riparata è sempre e comunque una lavatrice mezza scassata.

Una volta, e Penelope insegna, con fiducia e determinazione si disfaceva di notte una tela, pazientemente, abilmente, amorevolmente tessuta di giorno. Talvolta però prese dalla più totale disperazione si facevano mordere da una vipera, o, visto che non tutti avevano la disponibilità di una vipera, perché una vipera con il dente avvelenato anche se non è una cosa rara è pur sempre una vipera e talvolta non è facile trovare una vipera sul lustro e brusco per cui in mancanza ci si inventava qualcosa che potesse ottenere lo stesso risultato.

Oggi, lavatrici a parte, i più duraturi contano le ore: da Natale a Santo Stefano. Tutto al più dopo…l’ultima botta di San Silvestro.

E gli amori passionali, viscerali, nascono si rapidamente come un lampo: il famoso “colpo di fulmine”. Ma poi, esattamente come il famoso colpo di fulmine peraltro a ciel sereno, svaniscono.

Si dissolvono.

Evaporano e si disperdono nell’infinito. Inghiottiti dal buio di un “buco nero” che come un tubo di una vecchia aspirapolvere, attira, attrae, ammucchia e porta chissà dove.

Non si sa!

Un giorno si vedrà!

Ed è così anche per un qualsiasi, non dico Napoleone ma qualcosa più vicino o simile ad un Brancaleone da Norcia o a un Don Chisciotte della Mancia: un guerriero casereccio.

Un guerriero de noantri.

E, proprio mentre si vede sto guerriero sul bianco destriero, che avanza imponente come Napoleone dopo la notte di Natale di punto in bianco svanisce: lui e il destriero bianco.

Esiliato, prima a Portoferraio ma visto che Piombino è a un tiro di schioppo lo allungarono e se lo levarono dalle palle dandogli pieni poteri a Sant’Elena una ridente località balneare…

Intanto resta solo un manipolo dei più fedeli e servili: i Sancho Panza di sempre.

I Sancho Panza di casa nostra.

Sotto l’ombra, che altro non era, che l’ombra ingigantita di un cavallo a dondolo: una via di mezzo tra un’ombra cinese e una presa per il culo.

Un gioco di mani e di luce e tanta ombra.

Saranno pure i segni dei tempi o che so…ma non si sa, se per sfiga o per fortuna, c’è poco da cincischiare.

Foto dal Web.

Leave A Comment