Ernesto Serpe

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Non ti dico fino a sette, ma…

“Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”…(Matteo 18,22)

Qui è scritto così, poi si sa, ognuno fa come gli pare…

Anch’io, se vogliamo con qualche pregiudizio, o cose del genere, non è che sia proprio propenso al perdono mi chiedo: ma sarebbe meglio un Dio vendicativo, un Dio minaccioso e sanguinario, un Dio taglia gole e fustigatore, un Dio intransigente?

Francamente preferisco disubbidire al Mio, che è un Dio di Pace, Amore, Perdono…e tutte ste belle cose qua.

Poi che devo dire: quando sarà l’ora “ci appariamo”, un compromesso o un “patteggiamento” con settantamila anni di Purgatorio, lo si trova; comunque una bazzecola di fronte all’eternità.

Ma a proposito di patteggiamento, sempre secondo me, non bisogna confondere la Legge Divina, per chi dice di essere Cattolico, Apostolico ma soprattutto Romano, con la Legge terrena anche per chi, Cattolico, Apostolico, ma soprattutto Romano non è.

Sono astrazioni parallele.

Dio lo si può anche disubbidire, oltraggiare, rinnegare o cose del genere, e poi si vedrà nell’aldilà ma la Legge e la Giustizia “terrena” va applicata, bene, subito e qua.

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