Ernesto Serpe

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Non c’è che dire…

Non c’è che dire, talvolta il “treno della vita” è sempre imprevedibile.

E, grazie a quella bislacca locomotiva, si può tranquillamente affermare, senza ombra di dubbio o di smentita che si è trattato proprio di bella botta di culo, per chi: illustre sconosciuto senza arte né parte, ma per un dono, un regalo del Fato – dono sicuramente per l’interessato ma allo stesso tempo una sfiga, una punizione, per tanti altri, – trovarsi, chissà come ma soprattutto chissà perché, a prendere quel treno e grazie ad esso trovarsi, inaspettatamente da un momento all’altro al centro di una grande stazione ferroviaria servito e riverito invece che, ad una stazione di servizio, con indosso una normale tuta blu, un cappellino rosso con la lunga visiera e i guanti di gomma, impalato e in prova, ad una pompa di benzina a servire gli automobilisti in transito sull’autostrada A1 Milano-Napoli da sempre definita romanticamente l’autostrada del Sole o, in alternativa, sull’autostrada meglio conosciuta ai pochi se non pochissimi automobilisti come: “BreBeMi”. Sicuramente più tranquilla. Meno trafficata. Meno caotica. Quasi deserta a qualsiasi ora del giorno o della notte e per questo più rilassante.

E già. È il mistero del destino: per alcuni, o per pochi, sempre benevolo, per altri o per molti, sempre…senza sconti.

Senza considerare inoltre che un giovane qualsiasi, sia pur valente ma che abbia regolarmente conseguito, nei tempi prescritti, una laurea da 110&lode e un bacione accademico e a seguire master e tante specializzazioni, con ottima conoscenza della lingua madre e a seguire di quella inglese, francese e tedesca, trascorre le giornate ad inviare il curriculum a destra e a manca per poi sentirsi dire: “grazie, le faremo sapere”. O in alternativa prendere il primo treno, un altro treno, per sfidare la sorte.

Quindi che si fa?

Mica si può essere ingrati e sfidare il Fato, il Destino, la Sorte, o quel che è, per cui buoni buoni ci si rimbocca le maniche, ci si rimangia velocemente tutto ciò che si è detto fino al mattino, o alla sera precedente, e che solo a chiacchierare si diceva di credere. E, come se niente fosse, con la stessa faccia di sempre ammettere candidamente, come talune…che con una lavata e un’asciugata non sembra nemmeno adoperata.

Tanto qualcuno è sempre disponibile, qualcuno sempre dimentica, qualcun altro abbocca…poi si vedrà!

E già, poi si vedrà. E può anche darsi che “il treno della vita”, per uno strano gioco del destino o di quel che è, si fermi una sola volta in quella stazione ma ci si dovrebbe quantomeno chiedersi…perché?

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