Ernesto Serpe

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Non c’è che dire…

Non c’è che dire: è inspiegabilmente bello svegliarsi e sentirsi, da oggi, più umani.

Più pii e misericordiosi.

Più aperti.

Più spalancati verso il futuro…qualunque esso sia.

Più protesi verso l’altro.

Non c’è che dire: è bello correre

a braccia aperte, e non solo, verso l’altro.

Più obbedienti, verso quel senso di pietà.

Più ossequiosi al dettato della legge del cuore, dell’accoglienza, della fratellanza, della pietà e della misericordia.

Non c’è che dire è bello sentirsi fratello.

Non c’è che dire: è bello respirare quel profumo dolce, ma soprattutto immacolato, di giustizia.

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