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Lungimiranza e preveggenza

Non c’è che dire è qualcosa tra la

lungimiranza e la preveggenza

Ovvero la preveggenza o la lungimiranza del Mago Merlino che consiste nel ravanare in un vecchio bidone ricoperto di ragnatele impolverate e tirare fuori con cura una delle tante vecchie marionette accatastate o addirittura messe lì proprio per lo scopo…a futura memoria.

Scegliere una sagoma più o meno simile ad un Pulcinella o un Arlecchino e, una volta addestrata, lucidata e tirata a nuovo, travestirla, chessò da qualcosa simile ad un Lancillotto 2.0. Poi e qui sta l’arte

pian pianino manovrarla, proprio come una qualsiasi marionetta.

Con discrezione e maestria la si fa prima inginocchiare sull’altare dell’ipocrisia e poi inchinare a destra e a manca ed infine farla girare intorno alla tavola rotonda sempre imbandita.

E già, perché visto, ma soprattutto considerato come vanno le cose, si può tranquillamente affermare che nulla – proprio nulla – è stato affidato al caso. Anzi, con preveggenza e lungimiranza tutto è stato minuziosamente, mefistofelicamente meticolosamente, diabolicamente pianificato nei minimi particolari.

Però…e qui Manzoni insegna, quando meno ce se l’aspetta a sparigliare le carte, prima o poi, ci pensa la Divina Provvidenza.

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