Ernesto Serpe

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Lo sai mio caro amico ormai è così.

Lo sai mio caro amico ormai è così.

Ormai è fatta.

Non c’è che dire, leggevo qua e là che per tutta una serie di problematiche la gente, il popolo, sta perdendo la fiducia un po’ in tutti a partire dai religiosi cattolici, apostolici romani, ai politici in generale, per arrivare alla magistratura.

Ma per forza dai e dai così come per il “Colosso di Rodi” che, tra storia e mitologia, è crollato, schiantato al suolo come un birillo qualsiasi e, come si sa, quando “cade” un gigante fa sempre più rumore, anche la fiducia: un gigante dai piedi di argilla, prima o poi cade.

Prima o poi crolla.

Crolla proprio perché ha i piedi di argilla e, per questo, prima o poi, è costretto a dimostrare tutta la fragilità umana.

Crolla perché, checché se ne dica, e, come sancito con quel: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, evidentemente nessuno è senza peccato. Anche se molti lo pensano per davvero anche se poi non ci credono nemmeno loro.

Crolla perché ci si sente “onnipotenti”: al di sopra di tutto e tutti si vuole prevaricare. Ma qualcuno o più di uno pensa che sia solo e soltanto vanagloria. Che prima o poi la Storia condannerà.

Crolla, perché si predica bene, ma poi in fondo in fondo si razzola come meglio pare, o peggio di tutti, e qualcuno ha paura perfino dell’oratorio

Crolla, ai minimi termini e si frantuma al suolo, si sbriciola come gli avanzi di una Pastiera o di un Roccoco’ ed è un vero peccato perché con la fiducia crolla quel senso di speranza, crolla quel senso di appartenenza, crolla il “senso”.

E, una volta che si è perso quel senso, difficilmente lo si ritrova così su due piedi o come se nulla fosse.

Una volta perso la fiducia hai voglia a sbraitare e dire tutto o il contrario di tutto…perché dall’altra, a partire da me, nessuno ascolta.

Perché sai, una volta perso la fiducia…non ci si fida più.

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