Ernesto Serpe

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“Libera Chiesa in Libero Stato”

“Libera Chiesa in Libero Stato” non è mica un motto tanto per…non solo è attuale ma anche limpido e lineare come due facce della stessa medaglia.

Io cittadino, noto alle Autorità non solo per le mie malefatte, ma anche perché regolarmente censito nel Comune di residenza, ho il diritto di pregare Chi e quanto voglio, ma, soprattutto dove.

Se la mia religione mi chiede di stare al muro ho il diritto e il dovere di farlo; se mi impone di stare in ginocchioni ed a testa in giù mi ci metto; se mi invita e mi insegna ad amare il mio nemico lo posso condividere o prenderlo in considerazione e, poi si vedrà…

Se volessi credere che so nel quarto di luna, nel bagliore di un fulmine o nei caldo del sole o non credere in nulla ho il diritto di credere e non.

Lo Stato, Libero e Forte della sua laicità, ha il diritto ma innanzitutto il dovere di garantire la Libertà: mia e degli altri. Deve garantire la libertà di religione per tutti.

Lo Stato Libero, però, ha il Sacrosanto Diritto di Pretendere, la legalità, l’ordine e la sicurezza pubblica e pretendere che tutti contribuiscono al pagamento delle spese dei muri e dei Luoghi e di tutte le altre cosine…

E, se la religione, per i suoi trasgressori dovesse prevedere una qualsiasi punizione nell’aldilà, lo Stato nella sua laicità ha il diritto di applicarla e farsela pagare subito e qua.

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