Ernesto Serpe

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Il ponte…

Sempre che si volesse un ponte si può sognare il ponte di Brooklyn. E che ponte anche se si primo acchito uno pensa alla solita gomma. Alla gomma del ponte.

Un ponte a quattro corsie. Quattro per andare o per venire da una parte e quattro corsie sempre per andare o per venire dall’altra.

Un ponte ponte. Un signor ponte mica uno dei tanti. Un ponte gigantesco che colleghi la fantasia…con la fantasia.

Che attraversi…ecco qui con la fantasia si può immaginare quello che si vuole.

Quello che fa più piacere.

Per gli amanti del Mare, uno può immaginare il mare. Una grande distesa di acqua blu, baciata dal sole perché il mare già c’è. Salato quando basta. Dove possono vivere felici interi branchi di tonno, anche quelli con la pinna gialla, senza più la paura di essere pesati e messi sott’olio o addirittura in scatolette da 80 grammi cadauna…tanto si è capito, per fortuna alla prima botta, che era tutto un bluff.

Per gli amanti della Città uno può pensare che so ad un ponte che attraversi tutta la città. Che scorra sui terrazzi, sui balconi e camere da letto o soggiorni…

Per gli amanti del Fiume si può immaginare un bel fiume. Largo quanto basta: l’importante è che divida o suddivida nella storia di sempre. E cioè i buoni, bravi e intelligenti di qua, e gli altri ovviamente altrettanto buoni, bravi e intelligenti di là. O viceversa. L’importante per un ponte è che si è sempre divisi e suddivisi: sia dalla pietà che dalla ragione altrimenti a cosa serve il ponte? Solo a pagare il pedaggio?

Ma il bello, o la caratteristica fondamentale di un ponte, è la speranza che possa prima reggere e successivamente lo si possa attraversare: sia di notte che di giorno. Senza paura di crolli o cedimenti vari e se poi c’è da sostenere un prezzo: prezzo sia.

Tanto un ponte in più, un ponte in meno, non c’è ponte che tenga…

Ma soprattutto la comodità di un ponte è che lo si possa attraversare anche su di un monopattino, non necessariamente elettrico, o in sella ad una bicicletta, non necessariamente con la pedalata assistita. Ma soprattutto con o senza mascherina. Infatti sono più che sufficienti le cuffiette, in dotazione individuale, regolarmente agganciate allo smartphone ultima o penultima generazione non ha importanza. L’importante è che e si possa pedalare masticando…la famosa gomma del ponte.

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