Ernesto Serpe

ErnestoSerpe.Com

Uncategorized

Il carretto passava…

“Il carretto passava e quell’uomo gridava…gelati”.

Rapita dall’armonia di un vecchio ritornello la fantasia inevitabilmente viaggia e porta lontano.

Porta lontano tra le dune di un deserto assolato dove grandi e piccini: nonni con i nipotini, mamme, zii, nonne e zie, tutti a correre, ad accalcarsi quasi frenetici sicuramente felici a circondare il carretto. Ammassati. Sorridenti con le braccia alzate come tanti bambini golosi. Come tanti bambini affamati alla ricerca della manna, dal sapore di panna, fragole o cioccolato. Come bambini assetati di latte e miele di quella lontana famosa “terra promessa”.

Ma poi, come bambini delusi, hanno improvvisamente scoperto di essere, solo e soltanto, tanti inutili piccioni.

Piccioni golosi di un qualcosa mai avuto e che molto probabilmente non avranno mai…almeno su questa Terra.

Piccioni affamati e assetati di Giustizia: un pilastro che, come Atlante, sorregge il Mondo; un sogno alla pari di un utopia.

Uno stormo di piccioni gruganti.

Piccioni ai quali era stato fatto, ancora una volta, una promessa.

Poi improvvisamente ecco che i piccioni sconcertati hanno capito. E chissà come e chissà perché il carretto si è dimostrato per quel che era: una miserabile sbrillendata

malridotta e scassata carretta vuota. Una di quelle carriole scassate utilizzate dai contadini nei campi per trasportare rifiuti organici: il cosiddetto letame.

E per scoprirlo è bastato un leggero alito di vento, una brezza marina, un alibi.

Il solito alibi per costruire l’ennesimo “vitello d’oro”.

Leave A Comment