Ernesto Serpe

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Ho l’impressione che…

Ho l’impressione che, tra chi esulta per il mondo di sotto e chi tifa per il mondo di mezzo, il resto del Mondo inesorabilmente va alla rovescia: traballa, vacilla. Preso a calci nelle palle tra ipocrisia e opportunismi. Ed è, mefistofelicamente affossato, spinto nella nebbia delle antiche menzogne e la foschia delle mezze verità.

Intanto che ci si lascia manipolare, più o meno consapevoli, o peggio, più o meno complici, si è, come facili prede tra le fauci fameliche e insanguinate dei predatori di sempre; coccodrilli spietati.

Impotenti tra le grinfie di un branco di iene, sciacalli e avvoltoi.

E si è, irrimediabilmente avviluppati, aggrovigliati, come in una nidiata di vipere, tra i sorrisetti beffardi dei soliti quattro corrotti e corruttori: attorniati, serviti e riveriti dalla claque compiacente e prezzolata dei ciarlatani, dei saltimbanchi, dei lustrascarpe e lacchè; quelli di sempre.

E, tra l’angoscia, o il mistero dell’atroce sospetto, delle tombe inspiegabilmente vuote, si è sospinti e si scivola irrimediabilmente sotto il giogo perverso di un buio sempre più fitto.

Verso un buio sempre più profondo.

Intanto che, umanamente, ci si commuove per un delfino spiaggiato e si resta, umanamente, in apprensione durante le fasi di un salvataggio di un gattino in balia di un corso d’acqua, si resta però, più o meno indifferenti, più o meno impassibili, verso chi, da solo, è stato lasciato a morire.

Un condannato a morte: senza che nessuno abbia mosso un sol dito sia pure per la tanto decantata “dignità della morte”.

Non solo condannato a morte ma condannato a morte con una lunga e atroce agonia: senza cibo e senza un goccio d’acqua.

Umanamente assurdo.

Intanto che ci si fa gioco della Pietà, irrimediabilmente avanza, e a gomitate, si fa spazio l’ipocrisia.

La più spietata.

Intanto che ci si fa gioco della Giustizia, inevitabilmente va a farsi fottere l’equità, l’imparzialità, la ragione e la morale; avanza con passi da gigante e infine, umanamente regna sovrana…l’ingiustizia.

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