Ernesto Serpe

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È Nato…

È Nato.

E qui ognuno si sbizzarrisce a dire la sua. C’è chi dice che sia Nato in anticipo. Il più informato dice in ritardo. Qualcuno afferma categorico: in perfetto orario. Qualcuno farfuglia che preferiva non fosse mai nato.

Qualcun altro – e sono tanti – dice: l’importante è…che sia Nato.

Visto come vanno le cose, non si sa se si può ancora dirlo con disinvoltura o con schiettezza o bisogna attendere qualche anno, o, peggio che andar di notte che possa offendere qualcuno o più di uno, ma, e se ne facciano tutti una ragione: È un maschietto.

E già, un bel maschietto: sano e robusto.

È Nato al compimento della 40esima settimana di gestazione senza vincolo di fuso orario e immune dalla cosiddetta influenza astrale.

È Nato senza pretese, nel tepore di una stalla.

È Nato nel profumo del fieno.

È Nato nel silenzio della notte.

È Nato tra il riflesso della luna e il luccichio di una spada.

È Nato tra le parole di un decreto e la guida di una Stella.

È Nato tra le contraddizioni di Hanna e Caifa, i famosi dottori della legge. Di Barabba e Ponzio Pilato. Del famoso Giuda e dell’ignoto Centurione.

È Nato tra il belare delle pecore e degli agnellini, tra il silenzio dei pochi pastori e il chiacchiericcio dei zampognari spaventati dall’ululato dei lupi.

È Nato, e, tra riverberi di luce, adagiato in una mangiatoia tra…il ruminare del bue e il ragliare dell’asinello.

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