Ernesto Serpe

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È la sera della vigilia di Natale…

È la sera della vigilia di Natale…

Un delizioso, unico e ineguagliabile profumo si spande per l’aria.

Si infila prepotente tra le mura domestiche. Si spande e invade la dolce armonia della casa: calda, serena, gioiosa. Chiassosa per i piccoli che sono in trepidante attesa. E dove tutti, chi più chi meno, si è in attesa aspettando la mezzanotte: lo Spirito del Natale. E intanto si passa o si inganna il tempo con la tombola, i “mazzetti”, il sette e mezzo, briscola e scopone.

Ma quel mix, strano, prepotente, quasi esotico ed erotico che inebria e stimola non tanto l’appetito ma fa riaffiorare, uno ad uno, tutti i ricordi lontani che si credevano perduti ma chissà perché improvvisamente rinascono e rapiscono i sensi, l’olfatto e fa si che anche una lacrima si scioglie nel vedere…una sedia vuota.

La sedia irrimediabilmente vuota.

Ma intanto, come una medaglia al merito: il profumo, unico e ineguagliabile lo fa da padrone e mette all’angolo i tristi ricordi del nonno, brontolone e rompicoglioni.

Talvolta insostituibile.

È quel caratteristico profumo aromatico di aglio, olio e peperoncino che frigge a temperatura costante nella teglia dei “salicicci e friariellii” che pur senza togliere niente alla “pizza di scarole” è tutta un’altra storia…un’altra poesia.

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