Ernesto Serpe

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E dire che…

E dire che dopo tanto tempo si era fieri ed orgogliosi della “Nazionale”.

Ma è avvilente, più che altro incomprensibile, il gioco della melina soprattutto perché è una partita da giocare all’attacco, esattamente così, come si era partiti. A testa alta ma decisi contro un blob di opportunismi e i tanti falli, fischi e applausi per rigori inesistenti.

Ed è per questo che fa male, perché di questi “tiretti” o giravolte a mo di sgambetti tra l’ala destra e l’ala sinistra che dimentichi o strafottenti portano inevitabilmente alla mente tristi ricordi di vecchi carrozzoni dal fetore di muffa, di ragnatele e di stantio. Vecchia caratteristica di una vecchia generazione ormai putrefatta e francamente di ciò, il pubblico sugli spalti, ne ha le palle piene.

Certe entrate a gamba tesa fanno il gioco, ma solo per poco, degli ultras sulle curve ma hanno ormai quasi rotto i coglioni al pubblico. A quelli che portano la nonna, la mamma e che spera per la figlia: il solo, il solito a pagare, ma come sempre ignorato. Bistrattato.

Ma che, meschino, era sugli spalti ad aspettare speranzoso da qualche anno…da tanti anni. Troppi.

Ma quello che più da incazzare e che si stava riscoprendo il valore dell’unità nazionale. Si parlava con orgoglio di nazionalismo, di sovranismo, di un ritrovato orgoglio populista ma ecco che di punto in bianco certe uscite che sanno più di entrate a gamba tesa; non sono gradite ma soprattutto non sono comprese né accettate. Perché si offre il fianco, come tanti dilettanti allo sbaraglio, ammoniti per di più al fisco del “fuori gioco”.

Gioco inutile e sbarazzino a totale favore di chi, oltretutto e oltremodo viscido, giace e soggiace sotto il giogo della menzogna o per la libidine di una critica di qualche altro inutile commentatore della domenica in attesa del passo falso. Dell’autogol.

È incredibile.

È inammissibile.

È imperdonabile.

Sono falli inutili, che fanno solo danno o peggio, fanno solo il gioco degli avversari.

Si offre il fianco e si regala agli avversari uno spazio immotivato, anche e soprattutto perché, diciamocelo, non prendono palla, non hanno più preso palla ma così facendo si possono almeno divertire a beffeggiare.

Ma pensa te.

Diciamocelo chiaramente e a voce alta: è mortificante non sapere, ma soprattutto a non capire a gioco si stia giocando.

Il tutto, solo a discapito della povera “Nazionale” che, oltretutto, stava giocando, stava segnando e…stava vincendo.

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