Ernesto Serpe

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Don Chisciotte & messere Brancaleone

Si racconta che tanto tempo fa, in Spagna, un uomo sulla cinquantina, anno più anno meno: chi dice di punto in bianco, chi dice perché oramai la testa così gli diceva, dopo aver indossato una corazza da cavaliere, una di quelle senza macchia e di conseguenza senza paura, incominciò a girovagare per mari e monti, per combattere e sconfiggere draghi e demoni…che però, si scoprì poi, altro non erano che altrettanti burattini o macchinine dalle lunghe braccia a mo di tentacoli fatte girare dal vento.

I cosiddetti terribili e temuti mulini a vento.

Oggi si potrebbero definire mulini eolici…basta solo sapere dove, quando e per chi gira il vento e il gioco è fatto o si è punto e accapo.

La visionaria ostinazione di Don Chisciotte, seguito dal solito Sancho Panza, lo spinse a scambiare e confondere gli orribili mostri, giganteschi e terrificanti in mulini a vento e gli eserciti stranieri multietnici, grazie al belar dei greggi di pecore, pecorelle, agnelli e gli immancabili becchi e montoni, in poveri orfanelli da accogliere e accettare in nome e per conto del Sacro Cuore di Gesù, Maria e Giuseppe.

Chiaramente era una lotta impari tra la fervida immaginazione e la triste, amara, subdola realtà.

Anche perché, non si sa fino a che punto fedele, Sancho Panza era più di impiccio che d’aiuto.

Ma, in questa cruenta battaglia battaglia esistenziale, se Don Chisciotte, piange dal canto suo tal Cavalier Brancaleone da Norcia, sicuramente non ride…forse potrà ridere la momentanea armata, ma se alle parole non corrispondono i fatti, e tanti, non si capisce bene fino a quando.

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