Ernesto Serpe

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Dare a Cesare quel che…

Checché se ne dica, e per quanto mi ricordo, una sola volta Gesù ha usato “violenza”.

E lo ha fatto in casa sua. Solo dopo aver visto i tanti misfatti. Con le sue stesse mani, costruì una frusta e cacciò i “mercanti dal Tempio”.

Lo fece da arrabbiato: frustando e rovesciando, banconi e ceste con mercanzie varie ma soprattutto i banchi dei cambiavalute.

Cacciò, a malo modo, tutto il giro d’affari gravitante attorno alla Casa del Padre…

Nacque in una stalla e visse in povertà.

Non viveva in lussuosi appartamenti da mille ed oltre metri quadrati con bagni e piscine e non risulta si agghindasse.

Una sola volta si fece impomatare i piedi e Giuda l’apostolo traditore, nemmeno farlo apposta era colui che maneggiava la cassa.

Leggendo e rileggendo il Vangelo si è sempre rivolto in malo modo, solo ed esclusivamente ai suoi, con “guai a voi che di fuori siete bianchi ma dentro siete pieni di ogni putredine” e cose del genere.

Fu rigorosamente rigido sempre e soltanto verso i suoi: i cosiddetti dottori della legge, gli scribi e i farisei.

Mai, e non una parola, contro i Romani. Non si è mai schierato contro l’Impero o l’imperatore romano e non ha mai detto o fatto un gesto da “politico”, anzi ammonì di “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

Non ha mai minacciato Ponzio Pilato, gli ricordò soltanto che se occupava quel posto, quel ruolo di Governatore, era solo per il volere del Padre.

Ai poveri donava quel poco che aveva.

Dava del Suo.

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