Ernesto Serpe

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Cosa non si fa per il bene Paese ma soprattutto…dei paesani.

Cosa non si fa per il bene Paese ma soprattutto…dei paesani.

È vero. Ed è proprio nei momenti più difficili, nei periodi più bui, quelli duri e incerti della Storia ma, quando tutto sembra perduto, quando tutto sembra che so, sembra…ecco che, come per magia salta fuori, erutta, schizza improvvisamente dal cilindro del mago Zucchin invitato speciale alla sagra della Peracotta, tutto lo spirito di sacrificio e tutto il senso di quel patriottismo per molto tempo assopito. In due parole salta fuori: l’amor Patrio.

E con esso straripa, come un fiume in piena, tutto lo spirito di sacrificio, di lotta, di tutte queste belle cose qua e quant’altro, con l’intento di raggiungere obiettivi comuni e innanzitutto combattere e lottare strenuamente per il bene del paese, ma soprattutto e qui sta il bello, per il bene dei paesani.

Ed è commovente quel senso di abnegazione. Si. Quel senso di rinuncia di tutti i fallimenti e le tante cazzate di un oscuro, triste, lontano passato, di un insignificante, inutile presente, ma soprattutto in tutta la sua tragedia, di un futuro ad un passo dall’oblio, già inscatolato tra la polvere e le ragnatele del soffitto.

Ma una cosa è certa: è che se funziona, si lotta. E si! Si continuerà a combattere fino all’ultimo sospiro come sempre e come al solito per il bene del Paese e dei paesanotti, soprattutto di quelli che imperterriti…abboccano all’amo.

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