Ernesto Serpe

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Certo è..,

…che nel vedere le piazze piene, affollate, come capitava una volta da bambino con la vecchietta che seguiva tutti i comizi e, in prima fila, batteva le mani a tutti, sia all’uno che all’altro, e sospirando diceva: “Bravo, che bravo, come parla bene…parla proprio come il mio povero Cecco.”

Una sera: all’epoca i comizi si svolgevano di sera, e si andava anche per passare una serata seduti fuori dal bar in allegria, un tizio si rivolse alla vecchietta e chiese: “Signora scusi l’impertinenza…ma chi è Cecco?” La vecchietta, sospirando con le lacrime agli occhi disse: “Cecco era il mio povero marito, pace all’anima sua, di giorno, mi prometteva mare e monti e la sera, a letto, appena mi giravo mi…faceva vedere le stelle.”

Barzellette a parte si capisce chiaramente che, come una volta, la gente si vuole aggrappare ad un filo di speranza.

Vuole a tutti i costi aggrapparsi ad una persona “carismatica”. Ad una specie di Mose’ dei giorni nostri da seguire.

E intanto che qualcuno ha preferito scegliere, giustamente, la strada dei sogni nel cassetto e come Geppetto armeggiare con pialle e seghe ha lasciato spazio, ha dato mano libera a qualcun altro che indichi la strada e…che domini il mare.

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