Ernesto Serpe

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Anche oggi un temporale…

Che dire amico mio, anche oggi un temporale tira l’altro e, tra i tanti casini, pure il tempo ci si mette a rompere le palle e a confondere le idee e dalle quattro si è passato ad un’unica stagione: “la Primaestautunninvern”, ovvero l’incertezza.

Lo scompiglio. Nasce già sul marciapiede di destra con un sole caldo afoso e si cammina con gli infradito e a mezze maniche mentre sull’altro, a lato opposto della stessa strada o all’ombra di un albero un fresco gelido autunnale e ci si deve coprire con maglia, sciarpa e cappello. E, per andare in piazza, ci si spoglia e ci si riveste in continuazione a seconda degli alberi.

Come se non fosse abbastanza tutta questa confusione, ogni giorno una nuova, ma, una nuova e sempre peggio. E tra i tanti fatti o misfatti, angherie e soprusi si ha la sensazione di essere soli a brancolare nel buio. Soli nel dubbio o con la consapevolezza di essere abbandonati. Soli, senza una guida, senza una mano amica o una stella cometa che indichi il cammino.

Sballottolati, tirati per la giacca tra scrosci d’acqua, lampi, tuoni, grandinate e terremoti; tra abusi, soprusi, menzogne e mezze verità.

Non c’è che dire, così com’è, è come sentirsi ad un passo dal baratro. Dall’abisso. Dall’ignoto e dall’incertezza del domani.

Sai, gironzolando per i bar, le osterie, i mercati, i supermercati, le farmacie e i centri commerciali: quelli freschi d’estate e caldi d’inverno per intenderci, ambito e ricercato ritrovo per “perditempo, pensionati & affini”, ma soprattutto, leggendo qua e là, i tanti commenti tra le mezze notizie e le tante ingiustizie, mi sono reso conto che la Gente, tra un raggio di sole cocente e un improvvisa grandinata è disorientata: sta perdendo sempre più la speranza e l’aspettativa in tutto quello che, fino a poco tempo fa, fino ad ieri, erano considerati rigidi, ferrei, stabili, se vogliamo statuari “totem” di Fede, di Lealtà, di Verità, di Conoscenza e di Giustizia.

E, gli stessi “sacri totem” che fino ad ieri erano considerati inespugnabili capisaldi di una società sana e civile, un un po’ alla volta, uno alla volta e sotto gli occhi di tutti, ma peggio nell’ignavia, si stanno sgretolando sotto il peso di un giogo perverso di vanagloria, di ipocrisia, ma soprattutto di tanto e solo: opportunismo.

E, per quel tornaconto frenetico, per i vantaggi e i profitti per se e per pochi altri intorno a se che la Gente, un po’ alla volta ma inesorabilmente, aprendo gli occhi, sta perdendo quel sentimento che fino ad ieri era un valore in assoluto.

Un valore fondamentale per il vivere quotidiano: la fiducia.

Non c’è che dire, e la recente statistica dell’otto per mille è un campanello d’allarme. La gente sta irrimediabilmente perdendo fiducia verso i religiosi: i famosi cattolici apostolici romani che, come si suol dire, da sempre “predicano bene”, sia pure con lo stesso tono e con le stesse parole ma poi si perdono tra i meandri dei misteri e dei sospetti di antiche e regali tombe e nei sotterfugi di qualche atroce verità. Tra sfarzo, affari, opulenza, qualcuno accenna perfino alla disobbedienza civile con lo sciopero della fame camuffato da digiuno a staffetta, che solo l’idea fa scompisciare dalle risate perfino il più irriducibile dei baciapile, per poi scoprire che in fondo in fondo, taluni si comportano esattamente peggio di tutti gli altri a discapito dell’Esempio e della…Verità.

Sta perdendo fiducia nella cosiddetta “libera informazione” che, a quanto pare, tanto libera non è. Anzi, nella scaletta delle priorità la verità appare come ingabbiata, prigioniera; offuscata insieme alla libertà. Equidistante sia dalla verità che dalla libertà. E lo scandalo dei bambini è l’esempio lampante di un silenzio assordante. Tutti muti…tranne qualche solito, impertinente, irriverente “Pierino”.

Quasi nessuno ne parla, o, a quanto pare, non si è dato la stessa importanza, la stessa valenza, la stessa foga, la stessa veemenza dell’ultimo spelacchio o della vecchia carriola “sgarrupata” di un pressoché sconosciuto papà.

Per forza di cose sta perdendo fiducia in quella che fu la grande fonte di luce, lo squarcio sull’ignoranza e la base per una leale e libera formazione delle nuove generazioni ridotta a gestione feudale: con il principe, i vassalli, valvassori, valvassini e tanti palafrenieri. A sua volta figlia dei tempi e inevitabilmente madre di un imperante nepotismo: umiliante, angosciante.

Storce il naso e non si fida più di taluni che incuranti del giuramento di Ippocrate o in delirio di onnipotenza staccano le spine lasciando a morire per fame e sete. Inumano. Senza contare che, talvolta, taluni, ne combinano di ogni, senza scrupoli per un qualcosa in più ma sicuramente di superfluo; per sola ingordigia, a dir poco raccapricciante.

Sta perdendo fiducia nella politica in generale e nei “politici” in particolare che parlano, parlano, parlano e parlando promettono i cosiddetti “mari e monti” ma poi inevitabilmente dimenticano sia il mare che, e per fortuna, i monti. O fanno tanta fatica a ricordare.

Ma quello che, più è di peggio, quello che veramente è desolante, quello che è veramente agghiacciante e che, a torto o a ragione, si sta perdendo fiducia, nella magistratura: sinonimo di Libertà, di Eguaglianza ma soprattutto e almeno per quanto riguarda quella terrena, di Giustizia.

Anche perché poi, a bocce ferme e quando i giochi son fatti e dei giocatori non resta che polvere, bisogna attendere, sperare o aver fiducia solo nel…Giudizio Universale.

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