Ernesto Serpe

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Ama il prossimo tuo…

Nel leggere commenti negativi, o intolleranti e intransigenti, nei confronti di Papa Francesco, da chi poi, si professa cristiano, in un certo senso, se non fosse una tragedia sarebbe sicuramente una comica.

Una macchietta.

Tutti difensori e a spada tratta, di una morale “fai da te”; un bricolage di superbia, vanità e poco di più. Poco di altro.

C’è chi si professa ateo, chi agnostico e chi non gliene frega niente e va bene, però una riflessione è comunque giusta farla.

Noi, (noi per dire la maggior parte dei cristiani) siamo in effetti dei cristiani così, tanto per dire: c’è chi fa anche un paio di volte il segno della croce all’occorrenza. C’è chi si batte ipocritamente il petto tra un mea culpa massima culpa intanto che si continua a ravanare nelle borsette e a borbottare qualcosa con la vicina di banco e tutti poi rifanno esattamente le stesse cose di prima, quelle che più piacciono e così sia. E, se le cose non vanno bene, o se non vanno come si pretende che vadano, allora non va bene niente. Ci si lamenta e si borbotta fino a che qualcosa di grave non sfiori la nostra vita o peggio quella dei nostri cari.

Ed io, mi rendo perfettamente conto che, sono esattamente uno di questi. Ma, ho fatto una piccola riflessione e mi sono detto che non è proprio così che funziona.

Come Cristiano ha ragione Lui non c’è niente da fare o da dire.

Papa Francesco mette in pratica quello che c’è scritto: “ama il prossimo tuo…” e tutte ste cose qua. E, “il prossimo tuo” per chi si professa cristiano, che piaccia o no, sono anche i ROM, i Sint e dulcis in fundis anche i profughi e o i clandestini e tutto il resto dell’umanità; non solo quella che più si addice al nostro modo di pensare.

Chi manca, chi sbaglia nel criticare o peggio nel condannare siamo noi.

Noi, che ci riteniamo, forse più a torto che a ragione, cristiani doc.

Ma, con tutto il mondo in movimento, navigando tra menzogne e mezze verità, mai come oggi c’è bisogno di uno Stato Laico.

Uno Stato Laico e Forte che rispolveri e adatti il motto: “libera chiesa in libero Stato” in libere chiese in…

Quindi dovrebbe essere lo Stato Laico a dettare le regole del gioco e pretendere che vengano rispettate dai ROM, dai Sint dai Cristiani, dai Musulmani e da chiunque passi o attraversi il territorio dello Stato.

Pretendere, in modo certo ed assoluto, che sia dato a Cesare quel che è di Cesare. E, come per tutte le varie religioni esiste un “inferno” o qualcosa di simile per i cattivi e un “purgatorio” per chi è così così ci dovrebbe essere la consapevolezza di una pena certa, ma soprattutto immediata, per chi infrange le regole o le leggi dello Stato.

Chi sbaglia, chi non è coerente con il fare ma intanto dice, siamo noi.

I cosiddetti Cattolici, Apostolici, per di più Romani. I primi, poi, a rivolgersi critici e spietati contro il Papa.

Ma il Papa fa esattamente il Papa e se vogliamo, se vogliamo essere onesti e coerenti, lo fa anche bene…spero, di ricordarmelo anch’io la prossima volta che prenderà le difese o si schiera verso qualcuno che non abbia “i capelli biondi e gli occhi azzurri”.

Finisco il “sermone”, come dicono i miei amici, nel dire che dovremmo essere noi, cattolici, credenti, atei o agnostici a pretendere uno Stato Laico e nello stesso tempo…uno Stato forte e giusto con tutti.

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