Ernesto Serpe

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Al bar…

Al bar, in compagnia di amici con un caffè, uno spumantino, una birra, due patatine qualche oliva e una pizzetta anche oggi, con una risata e un sigaro una giornata è trascorsa, tranquilla, serena, anche se, forse forse, non proprio spensierata pensando ad altri cosiddetti amici.

Amici che polemizzano, che tramano, che discutono, che si additano…

Amici che non riescono a trovare una quadra.

Amici che, come spesso accade, non sanno che pesci pigliare.

Amici che, vuoi per il caldo o per la grandine, con un fil di voce rantolano e, quasi agonizzanti, si contano: uno, due, tre. Sempre meno; e lo sanno che non arrivano a cinque.

Intanto che, tra chi è pro, e ce ne sono, tra chi è contro, e son tanti, si critica chi piuttosto che gli ammalati, gli infermi, i derelitti, gli orfani e orfanotrofi, chissà come e chissà perché ha preferito visitare i carcerati piuttosto che seppellire i morti.

Anche se questa “gattabuia” è sempre più affollata di new entry di eccellenza che offendono ma dispensano…ipocrisie.

E, in questa tarantella della Sagra della Pera cotta, come soleva ripetere un vecchio saggio: “con amici così non occorrono i nemici”.

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